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Carrisi Donato - L\\'ipotesi Del Male



L'ipotesi del male è un romanzo di Donato Carrisi del 2013 edito da Longanesi. È il secondo thriller dell'autore con protagonista Mila Vasquez e rappresenta sia un prequel che un sequel de Il suggeritore (2009), per questo Carrisi li definisce libri gemelli[1]. Ambientato sette anni dopo il caso del Suggeritore, questo nuovo episodio segue le indagini di Mila su alcuni omicidi concatenati che lasciano trasparire una fitta trama tessuta da un vero e proprio genio del male.




Carrisi Donato - L\\'ipotesi del male



Donato Carrisi questo speciale romanziere, un po' criminale ed un po' paterno, ha confezionato per noi lettori un thriller dai chiari contorni gialli. Ha ripescato la sua eterna protagonista Mila Vasquez da quella che è la stella più luminosa nella sua costellazione di produzioni letterarie, Il suggeritore, la protagonista ritorna prepotentemente alla ribalta negli uffici di polizia per indagare sull' inspiegabile ritorno dal nulla di alcune persone scomparse e ritornate per ricordare a tutti che Kairus, Il Signore della buonanotte, Il Mago ovvero l'Incantatore di anime è tornato. Questo decennale nemico della polizia è pronto a scatenare "L'armata dell ombre" così Mila si ritroverà assorbita totalmente da questa indagine mostrandoci il suo lato più intimo, torbido, buio, una parte del mondo da cui lei è attratta perchè ne è parte.Carrisi ci propone un viaggio nell'universo dell'oscurità interiore di ogni personaggio, ci mostra la luce e l'oscurità, la superficie e l'abisso di ognuno, a volte ci accarezza per poi schiaffeggiarci, è come stare in acqua al mare e non avere il tempo di respirare perchè ogni onda è seguita da un'altra ancora più alta che ci sovrasta. Il romanzo è scritto con uno stile caratterizzato da capitoli brevi e colpi di scena incastrati ad arte. Pensate che ad un certo punto della lettura pensavo di aver capito tutto, bè in un certo senso è così, ma Carrisi mostra le sue carte calando la scala reale e vincendo a mani basse il suo gioco con il lettore, che alza le mani arrendendosi e pensando ho speso bene i miei soldi.Un thriller che richiama le indagini di un libro giallo, finalmente dico, che ci conduce senza traculenza in un'analisi introspettiva dei personaggi con un finale che ancora ora mi ha lasciato con una grande fame...di lettura!!!Carrisi raccontandoci questo romanzo ci regala una Mila che proviene dal buio ed è al buio che vuol ritornare, ci propone la sua formula di buio, oscurità...insomma l'ipotesi del male. E non finisce qui...al peggio non c'è mai fine!!! Fidatevi vi do la mia parola.Buona lettura a tutti.Syd


Carrisi con questo thriller-giallo ci porta di nuovo a seguire le indagini dell' agente Mila Vazquez, già conosciuta nel precedente romanzo Il suggeritore. La narrazione si svolge all'incirca sette anni dopo i fatti narrati ne Il suggeritore.Mila si trova a lavorare in nuovo reparto, chiamato il limbo, dove si indaga sui casi di persone scomparse. E proprio queste hanno deciso di riapparire dopo anni per tornare a uccidere.L' autore ci porta ancora di più all' interno del "buio" di Mila, analizzando la dicotomia fra il bene e il male e il labile confine che c' è fra i due, ovvero l'ipotesi del male, la teoria che dal bene si può generare del male e viceversa.La narrazione è molto fluida e trascinante, grazie alla costruzione dei capitoli che sono brevi e asciutti.La caratterizzazione dei personaggi è sempre ottima. Sorpreso dal nuovo entrato Simon Berish che, visto il personaggio, c'era il rischio di avere una sagra dei clichè cosa che invece non è avvenuta.Il libro può essere letto anche se non si è letto il libro precedente, per; non si afferreranno alcuni particolari. Personalmente consiglio la lettura de Il suggeritore prima di affrontare L'ipotesi del male.Unico difetto riscontrato è che il finale ci lascia con un cliffhanger non indifferente! Carrisi sbrigati a scrivere il prossimo libro!


Ho iniziato la lettura di "L'ipotesi del male" senza prima aver letto "Il suggeritore", di cui questo romanzo ne è il naturale prosieguo; eppure, nonostante i tanti rimandi e riferimenti alla figure del Suggeritore stesso (che qui ritorna ma come personaggio marginale), non ho incontrato grossi problemi nella sua lettura. Certo, quando si accenna ai fantasmi del passato di Mila Vasquez, non ho avuto la minima idea di cosa si parlava... ma, di certo, non è ho fatto un dramma!L'agente di polizia Mila Vasquez lavora alla sezione denominata "Limbo" in cui si affrontano i casi di persone scomparse da così tanto tempo che nessuno (neanche la stampa e la TV) si interessa più a loro. Quando si ha a che fare con persone morte per omicidio si sa anche che c'è un colpevole; e con le persone scomparse da dieci o vent'anni come la mettiamo, visto che non sappiamo neanche se sono scomparse volontariamente, in seguito a rapimento o più semplicemente (si fa dire) sono stati vittime di un qualche incidente ed il loro eventuale cadavere non è mai stato identificato? Ecco, questo è il lavoro di Mila Vasquez: recuperare vecchie tracce e ritrovare persone ormai dimenticate da tutti! I problemi per la nostra protagonista iniziano quando alcune di queste persone scomparse ricompaiono dopo vent'anni dalla loro sparizione... e il guaio è che, nel frattempo, questi individui sono completamente cambiati e son tornati solo per macchiarsi di orrendi delitti! Mila sarà affiancata da Simon Berish, grande esperto in interrogatori ma con un grande fardello sulle spalle: molti anni prima egli stesso fu accusato, anche in mancanza di prove certe di colpevolezza, di aver fatto sparire nel nulla una testimone di giustizia. I due colleghi, tra lo scetticismo generale di tutto l'apparato poliziesco, inizieranno una sorta di caccia al tesoro per: 1. cercare di capire come hanno fatto a sparire quelle persone; 2. cosa unisce le loro sparizioni; 3. dove sono state in questi vent'anni; 4. perché sono ricomparse proprio ora e, soprattutto, 5. chi ha permesso tutto questo pandemonio? Con la trama mi fermo qui... anche perché, se entro nei particolari rischio davvero di fare spoiler.Questo romanzo non è il solito thriller (in cui basta rimettere insieme i pezzi del puzzle per arrivare alla soluzione del caso) ma è molto molto inquietante; inoltre, come in altri scritti di Donato Carrisi che ho letto, ci consente di entrare nella mente umana... solo per accorgerci che il confine tra ciò che è bene e ciò che è male è davvero esile ed effimero, e basta un nonnulla per farlo cadere!Le ambientazioni in cui si muove la protagonista insieme al suo partner sono claustrofobiche e davvero suggestive: tanto per fare un esempio, anche un innocuo parco giochi per bambini qui diventa un luogo assolutamente da evitare!Discorso a parte meritano i due eroi della storia, perché (ed è la prima volta che mi succede)... non mi son piaciuti per niente, e quasi quasi cominciavano anche a starmi antipatici! Partiamo dal coprotagonista Simon Berish: in tutto il libro viene descritto come un poliziotto ingiustamente accusato di un fatto di sparizione avvenuto quasi vent'anni prima. Ok, posso anche capire che ti hanno accusato senza neanche uno straccio di prova che ti inchiodi... ma, santiddio, perché passare vent'anni della propria vita senza un pur minimo tentativo di discolparsi? Passiamo a Mila Vasquez: non avendo letto "Il suggeritore" non conosco cosa gli sia accaduto in quel contesto e che traumi gli abbia lasciato, tuttavia... era proprio necessario isolarsi in uno squallido ufficio situato in un uno squallido corridoio e comportarsi in modo squallido, insopportabile e a tratti menefreghista verso il resto del mondo?


Mila capisce che per fermare l'armata delle ombre non servono gli indizi, non bastano le indagini. Deve dare all'oscurità una forma, deve attribuirle un senso, deve formulare un'ipotesi convincente, solida, razionale... Un'ipotesi del male. Ma per verificarla non c'è che una soluzione: consegnarsi al buio.


Nel 2013, con "L'ipotesi del male", vince il Premio Scerbanenco. Poi "Il cacciatore del buio" e, nel 2015, "La ragazza nella nebbia" con 180.000 copie vendute, diventato, nell'ottobre 2017 un film per la regia dello stesso Carrisi (con Toni Servillo, Jean Reno e Alessio Boni).


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